Come capire il livello di inglese di un bambino: segnali, età e test
9 ottobre 202610 minuti di lettura

In sintesi
- Il livello di inglese si descrive con il Quadro comune europeo (QCER): Pre-A1, A1, A2, B1, B2, C1, C2. Ogni livello dice che cosa un bambino sa fare con la lingua, non quante parole conosce.
- Per orientarti: la scuola punta all’A1 alla fine della primaria e all’A2 alla fine della terza media. Più ore di inglese vero, con persone vere, spostano in avanti questi traguardi.
- Il voto in pagella non coincide con il livello: misura gli obiettivi della classe. Per un livello vero servono una certificazione, come gli esami Cambridge per bambini, o un test costruito sul QCER.
- Il test di inglese online di KOKOland è un gioco adattivo dai 4 ai 18 anni: assegna un livello solo se è dimostrato, con almeno il 70% di risposte giuste sulle domande di quel livello.
«Ma a che livello è?» È la domanda che i genitori si fanno davanti a una pagella, prima di scegliere un corso, prima di un esame Cambridge o quando un bambino, a sorpresa, canta una canzone intera in inglese. La risposta non sta in un voto, e nemmeno nel numero di parole che conosce: sta in che cosa riesce a fare con la lingua. Ecco come capirlo, con strumenti semplici e qualche segnale da osservare a casa.
Che cosa significa «livello di inglese»? Il QCER spiegato ai genitori
Il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, in sigla QCER (in inglese CEFR), è la scala del Consiglio d’Europa usata dalle scuole, dagli enti certificatori e dalle università di tutta Europa. Ha sei livelli, da A1 a C2, raggruppati in tre fasce: A, base; B, autonomia; C, padronanza. Il volume complementare del 2020 descrive anche un gradino precedente, il Pre-A1, che descrive i primissimi passi ed è molto utile con i bambini piccoli.

La particolarità del QCER è che descrive i livelli con frasi «sa fare»: sa presentarsi, sa capire un messaggio breve, sa raccontare che cosa ha fatto. È il modo più onesto di guardare all’inglese di un bambino, perché mette al centro l’uso della lingua.
| Livello | In due parole | Esame Cambridge di riferimento | Traguardo scolastico |
|---|---|---|---|
| Pre-A1 | riconosce parole e istruzioni semplici | Pre A1 Starters | primi anni della primaria |
| A1 | frasi semplici su di sé e sul suo mondo | A1 Movers | fine della primaria |
| A2 | se la cava nelle situazioni di tutti i giorni | A2 Flyers, A2 Key for Schools | fine della terza media |
| B1 | autonomo in viaggio, racconta e spiega | B1 Preliminary for Schools | fine del biennio nei licei |
| B2 | conversa con scioltezza, argomenta | B2 First for Schools | fine del liceo |
| C1 | usa la lingua con efficacia per lo studio | C1 Advanced | oltre la scuola |
Che livello di inglese deve avere un bambino alla sua età?
Non esiste un livello «giusto» per età valido per tutti: dipende da quanti anni di inglese ha alle spalle, da quante ore a settimana, da quanto lo usa davvero. Esistono però dei riferimenti utili. La scuola italiana fissa l’A1 alla fine della quinta primaria e l’A2 alla fine della terza media; nei licei il traguardo è il B1 alla fine del biennio e il B2 alla fine del percorso. Cambridge propone Starters, Movers e Flyers come esami per i più giovani, i young learners: più che l’età, conta essere pronti.
Leggi questi traguardi come una base, non come un tetto. Un bambino che dai 3 anni frequenta un percorso con più ore di inglese e teacher madrelingua può arrivare prima a ogni gradino; un ragazzo che ha iniziato tardi può recuperare in fretta. Ciò che conta è che il livello cresca anno dopo anno, solido, senza buchi nell’ascolto e nel parlato. Per l’orario e il livello atteso alle elementari, classe per classe, trovi i dettagli nella guida sull’inglese alla scuola primaria.
Come capire il livello di inglese a casa: i segnali di ogni gradino
Senza test e senza interrogazioni, osservare il bambino nella vita di tutti i giorni dice già molto. Ecco i segnali tipici dei primi quattro gradini, gli stessi che usiamo per descrivere i risultati del nostro test.
Pre-A1: le prime parole
- Riconosce parole di tutti i giorni: colori, numeri, animali, oggetti di casa.
- Capisce istruzioni brevi e semplici, soprattutto con gesti e immagini.
- Risponde a domande facili su di sé, come il nome e l’età.
A1: le prime frasi
- Capisce e usa frasi semplici su di sé, la famiglia, la scuola e ciò che gli piace.
- Legge testi brevi con parole note, come biglietti, cartelli e fumetti.
- Fa e risponde a domande semplici, se l’altro parla piano e chiaro.
A2: se la cava
- Capisce frasi su argomenti di tutti i giorni: famiglia, scuola, acquisti, tempo libero.
- Racconta in modo semplice che cosa ha fatto e che cosa farà.
- Legge messaggi, email brevi e avvisi e ne coglie le informazioni principali.
B1: autonomo
- Capisce i punti principali quando si parla di scuola, hobby e viaggi.
- Se la cava in quasi tutte le situazioni in viaggio e dice la sua in modo semplice.
- Scrive testi semplici e collegati su argomenti che conosce, come un’email a un amico.
Un consiglio pratico: guarda l’ascolto prima di tutto. Un bambino che capisce un cartone in inglese senza sottotitoli, o una canzone nuova al secondo ascolto, sta costruendo la base su cui poggiano tutti gli altri livelli. E ricorda che quasi sempre si capisce più di quanto si riesca a dire: a ogni età il parlato arriva dopo la comprensione.
Scarica la scheda dei segnali da spuntare, da Pre-A1 a B1 (PDF)
Perché il voto di inglese non dice il livello?
Alla primaria, dal secondo quadrimestre del 2024/2025, la valutazione è tornata ai giudizi sintetici: ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente, non sufficiente. Sono giudizi preziosi, ma rispondono a un’altra domanda: quanto bene il bambino ha raggiunto gli obiettivi della sua classe. Un «ottimo» in terza primaria dice che il programma di terza è stato padroneggiato, non che il bambino è A2.
Anche la prova INVALSI, che è costruita sul QCER, guarda solo una parte del quadro: in quinta primaria e in terza media misura lettura e ascolto, non il parlato e non la scrittura. E poi c’è la differenza di contesto: a scuola si lavora su ciò che si è appena studiato, mentre un livello vero si vede quando la lingua serve in una situazione nuova. Per questo può capitare un bambino con ottimi voti che si blocca davanti a una domanda inattesa, e uno con voti medi che in vacanza chiacchiera con tutti.
Gli esami Cambridge sono una buona misura del livello?
Sì, per molti bambini sono il modo più completo di misurarlo, perché valutano tutte e quattro le abilità: ascolto, lettura, scrittura e parlato. Gli esami per bambini, Pre A1 Starters, A1 Movers e A2 Flyers, non prevedono bocciatura: ogni bambino riceve un certificato con un punteggio in scudi per ciascuna prova, fino a cinque. Dopo il Flyers il percorso prosegue con gli esami «for Schools»: A2 Key, B1 Preliminary, B2 First.
Hanno due limiti da conoscere: si sostengono in date precise, e conviene presentarsi quando il bambino è pronto per quel livello, non per «scoprire» a che punto è. Abbiamo spiegato formato, durata e risultati nella guida agli esami Cambridge per bambini: Starters, Movers e Flyers. A KOKOland gli esami si sostengono in sede dai 7 anni, sempre facoltativi: la famiglia sceglie se e quando, e la pagina sulle certificazioni Cambridge racconta come li prepariamo.
Esiste un test di inglese online affidabile per bambini?
Per orientarsi prima di un esame o di un corso serve uno strumento più rapido. Per questo abbiamo costruito il test di inglese online di KOKOland, gratuito, in forma di gioco con Koko, il nostro gorilla. Ecco come funziona, senza segreti.
- Si adatta a chi gioca. Si sceglie l’età, dai 4 ai 18 anni, e ogni risposta orienta la domanda successiva: se una domanda è facile la sfida sale, se è difficile scende. Così il test misura vicino al livello reale senza annoiare né scoraggiare.
- Cambia con l’età. Dai 4 ai 6 anni si gioca insieme a un adulto, con immagini e audio, senza bisogno di saper leggere; dai 7 ai 10 è una missione tra le isole; dagli 11 ai 13 una sfida a livelli; dai 14 ai 18 un vero level check. Si va da una decina di domande per i più piccoli a una trentina per i ragazzi.
- Quattro abilità. Ascolto, lessico, grammatica e lettura, a rotazione.
- Il livello si assegna solo se è dimostrato. È la regola che ci sta più a cuore: un livello compare nel risultato solo se il bambino risponde correttamente ad almeno il 70% delle domande di quel livello, con un numero sufficiente di domande e con il gradino sotto solido. È lo stesso spirito delle certificazioni Cambridge. Nei casi a metà strada il test indica il livello più basso e il gradino in arrivo: «A2 · verso B1».
- Un risultato che si legge. Livello QCER stimato, esame Cambridge corrispondente, percentuale per ogni abilità e le frasi «sa fare» del suo livello. Il risultato arriva via email al genitore, e chi gioca si porta a casa una card da collezionare.

Con la stessa onestà ti diciamo che cosa il test non fa: non misura il parlato e la scrittura, e resta una stima. Per questo, al Demo Day, il livello lo conferma la teacher, in sede, vedendo il bambino dentro una vera classe con coetanei.
Quando ha senso misurare il livello (e quando no)
- Ha senso prima di scegliere un corso o un gruppo, prima di iscriversi a un esame Cambridge, all’inizio di un nuovo anno per vedere la strada fatta.
- Non ha senso farlo ogni mese: il livello cresce per gradini lenti, e un test ripetuto troppo spesso misura l’umore del giorno più che l’inglese.
- Non trasformarlo in un voto. Con i bambini il risultato va raccontato come una conquista («sei arrivato all’A1, ora puntiamo all’A2»), mai come un giudizio.
Indovina il livello: il quiz per genitori
Sei situazioni, sei domande: riconosci il gradino giusto?
Domande frequenti
Come faccio a sapere il livello di inglese di un bambino?
Osserva che cosa sa fare con la lingua: capire istruzioni, presentarsi, raccontare, leggere un messaggio. Poi confrontalo con i livelli del QCER. Per un risultato più preciso puoi usare un test costruito sul QCER, come quello gratuito di KOKOland, o una certificazione Cambridge.
Che livello di inglese ha un bambino di 10 anni?
Dipende dagli anni e dalle ore di inglese alle spalle. Il riferimento della scuola italiana è l’A1 alla fine della quinta primaria, verso i 10–11 anni; con più esposizione all’inglese molti bambini arrivano all’A2 già in quegli anni.
Il livello A1 è buono per un bambino?
Sì: l’A1 è il traguardo che la scuola fissa alla fine della primaria. Significa usare frasi semplici su di sé e sul proprio mondo e capire chi parla lentamente: una base solida da cui costruire l’A2.
Il test di inglese online di KOKOland è gratuito?
Sì. È un gioco adattivo con Koko, dai 4 ai 18 anni, su ascolto, lessico, grammatica e lettura. Il risultato, con il livello QCER stimato e l’esame Cambridge corrispondente, arriva via email al genitore.
Che cosa significa «A2 · verso B1» nel risultato del test?
Che il livello A2 è stato dimostrato e che una parte del B1 è già raggiunta. Il test assegna un livello solo con almeno il 70% di risposte giuste sulle domande di quel livello: nei casi a metà strada indica sempre il livello più basso.
Il voto in pagella corrisponde a un livello QCER?
No. Il giudizio in pagella misura quanto bene sono stati raggiunti gli obiettivi della classe; il livello QCER descrive che cosa si sa fare con la lingua, in qualunque contesto.
Dal livello al percorso
Conoscere il livello serve a una cosa sola: scegliere il passo successivo. Comincia dal test di Koko, che si fa da casa in pochi minuti. Poi, se vuoi, prenota il Demo Day gratuito: un incontro dentro una vera classe KOKOland, con bambini della stessa età, in cui la teacher vede il bambino all’opera e ti consiglia il percorso giusto. A casa, le famiglie iscritte proseguono con KOKO Play, dove un algoritmo segue ogni risposta e tiene il livello sempre giusto. Mandaci una richiesta: ti aspettiamo a Martina Franca o a Monopoli.
Fonti
- Consiglio d’Europa, QCER: scala globale dei livelli comuni di riferimento
- Consiglio d’Europa, CEFR Companion Volume (2020)
- Cambridge English, Young learners: Pre A1 Starters, A1 Movers, A2 Flyers
- INVALSI, Guida alla lettura della prova di Inglese, grado 5, a.s. 2025/2026
- Eurydice, Italia: valutazione nell’istruzione primaria
- Indicazioni nazionali per i licei, lingua e cultura straniera (testo ospitato da un liceo)
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